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FUORIROTTA 1997 Montefiore
Conca
Venerdì 11 aprile 1997 Guascone Teatro Un ambiente poverissimo. La stanza con un misero tavolino di legno, una lampadina senza paralume, due vecchi letti ai piedi dei quali ci sono due valigie, contenitori dove riporre tuti gli averi: oggetti di poco valore che aiutano quotidianamente i due personaggi nella loro “sopravvivenza”. Due emigrati dell'Est europeo trascorrono la notte di capodanno in questa misera dimora, quando tutti gli uomini fanno un bilancio della loro esistenza, ma soprattutto tentano di guardare con speranza al futuro. Per loro le cose sono un po' più complesse... Ma i due riusciranno a sdrammatizzare e festeggeranno in qualche modo.
Venerdì 18 aprile 1997 Scena verticale La storia d'amore comincia con l'incontro d'amore tra Paolo e Francesca e prosegue con l'emigrazione dell'uomo in Argentina alla vigilia della seconda guerra mondiale, quindi l'abbandono e l'attesa di Francesca, scandita dalla crescita sproporzionata del suo piede malato, metafora e gigantesco monumento funebre di un secolo che sta per terminare. Il decorso della malattia è anche il pretesto per seguire gli avvenimenti e i mutamenti all'interno di una cellula sociale contadina calabro-lucana, rispetto al flusso della “Storia”, in un arco temporale compreso tra gli anni '30 e i giorni nostri.
Venerdì 18 aprile 1997 La Compagnia del Serraglio Dodici personaggi si incontrano e scontrano, lungo il corso di una movimentata giornata, attraverso alcune “sale d'attesa”. I dodici personaggi sono in realtà interpretati solo da quattro attori. Sull'intrecciarsi delle loro storie, domina un grande orologio, le cui lancette, correndo avanti e indietro, costringono personaggi e pubblico a scendere e risalire il tempo. Tutto ovviamente osservato attraverso la lente di un umorismo sottile capace di mettere in rilievo abitudini ridicole e malvezzi cronici, ma anche ingrandire quel briciolo di poesia che c'è in ognuno di noi.
Venerdì 2 maggio 1997 RosaSpina RosaSpina ha operato un intervento di collages sui materiali più noti in Italia di Valentin Fey, in arte Karl Valentin (1882-1948), per creare una struttura teatrale compatta. Utilizzando il testo di Tingeltangel come canovaccio e sfruttandone la struttura di teatro nel teatro, vengono presentati i dialoghi e monologhi dell'autore, ottenendone uno spettacolo di teatro-cabaret. Si susseguono così sulla ribalta, accanto alle vicende della scalcagnata orchestrina del Tingeltangel, quelle di Wanninger sopraffatto da un inestricabile labirinto telefonico, dei petroliniani propietari de “L'Acquario”, dei due innamorati della “Lettera d'amore”...
Venerdì 9 maggio 1997 Fabio De Luigi La vera storia di Fabio è uno spettacolo comico dove per comico si intende ciò che fa ridere e per spettacolo ciò che fa spettacolo. La vera storia di Fabio non è altro che un racconto, dove per racconto si intende storia e dove per Fabio si intende De Luigi. Questa comicità così stralunata che ritorna a cadenza regolare e che si ritrova in Fabio De Luigi, nello zio Ugo De Luigi, in Primo Drudi e nella splendida imitazione del Timballino di Yogurt, eccita la fantasia e l'appetito dello spettatore, dove per appetito si intende fame. Lo spettatore, colui che spetta è colui che desidera colpire più di ogni altro, perché e lui che sulla fiducia paga il biglietto. È lui che, più di ogni scheda di presentazione, può comunicare ad un amico il suo parere, è lui che battendo le mani forte fa capire quanto abbia apprezzato, è lui che consuma al bar prima e dopo la performance. |
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